

Narra la storia di una bottega, frequentata tutti i giorni da un perenne alcolizzato ( Veneziano). Il gestore della bottega, preda anche lui dei vizi alcolici, coglie l’occasione per trascorrere un po’ di tempo col suo amico, trascurando però il suo lavoro.
Il proprietario della bottega che è anche il padre del gestore ( invaso da manie dittatoriali e con un'unica fissazione nella sua vita: il calcio), vista la situazione, decide di affittare la bottega al macellaio ( Ruttaio) e di farla diventare una macelleria.
Sarà un insuccesso, perché i clienti abituali continueranno a comperare il vino e non la carne.
È un esempio di come spesso chi possiede il potere di cambiare le cose, non è capace di gestirlo o ottiene degli insuccessi.
Poi spiega come tutte le cose a cui dobbiamo la nostra origine, come le tradizioni, i costumi, nel nostro caso la cultura del Vernacolo Fiorentino ( la bottega del vino come classico esempio di bettola, segno di antichità del folklore fiorentino) Culture che si stanno estinguendo e lasciano spazio a cose che non c’entrano niente con loro.
Ci spiega, quindi, come questo mondo stia funzionando tutto alla rovescia di come dovrebbe essere, tramite una semplice e simpatica metafora.